martedì, ottobre 27, 2009

Notte di emozione

E’ improbabile riuscire a dare un’idea dell’emozione di questa notte. Siamo qui, tutti e tre. Pablo dorme sottocoperta, assolutamente a suo agio in mezzo a questo mare bianco di schiuma. Aquarius galoppa sulle onde alzando un baffo di prua che esplode in mille spruzzi che si illuminano di rosso e di verde al passare nel fascio delle luci di via.

Le stelle brillano forte come accade solo nelle notti di vento teso. Stacco il pilota e mi metto un poco al timone per sentire fino in fondo l’energia di cui siamo parte.
C’è una perfetta armonia tra la barca ed il mare e grazie ad Aquarius anche noi ci sentiamo al nostro posto in quest’ambiente ostile in cui un uomo senza la sua barca resisterebbe solo pochi minuti.
Abbiamo iniziato a rallentare calibrando la velocità per arrivare con la luce e sono fiero del timing perfetto quando… Enrica esce e mi dice “è troppo presto!”
Ma come? Guarda bene siamo precisi al minuto!
Ma no, sono le tre e ci mancano due ore per arrivare. Farà ancora buio!
Tranquilla, hai visto male sono le quattro. Entreremo col sole!
Attimo di panico. Abbiamo cambiato l’ora entrando in Colombia…ma non sul gps su cui sto facendo la navigazione.
Siamo troppo veloci!
Ammainiamo tutto ed issiamo solo la trinchetta. Dobbiamo frenare al massimo per evitare di avvicinarci a terra col buio e, come se non bastasse il cielo è coperto ed il sole non si farà vedere tanto presto.
Avanziamo comunque a cinque nodi facendo qualche bordo per allungare la strada. Siamo ormai a meno di due miglia dalla baia quando comincia ad albeggiare. Il paesaggio è strepitoso. Scogliere rocciose coperte di vegetazione appaiono attraverso una nebbiolina mattutina che rende tutto un po’ ovattato. Sopra di noi ci sono le Ande a 5000 metri di altezza. Sappiamo che le cime sono innevate ma purtroppo non le vediamo. Entriamo nella baia sotto forti willywaw, raffiche catabatiche dovute all’aria gelida che scende dalle montagne.
La baia Guayraca è verdissima e profonda, l’acqua riflette il colore della vegetazione, qualche costruzione di lusso s’inerpica sulla sponda ovest e tutto in fondo un gruppo di una decina di case modeste lungo la spiaggia grigia.
Diamo fondo in sette metri d’acqua e mettiamo su il caffè.
Per un po’ restiamo incantati davanti a questo posto in cui si respira un’aria d’altri tempi e lo immaginiamo con i galeoni ormeggiati esattamente dove siamo noi. Che dire?
Siamo felici di essere qui e curiosi di scoprire ancora una volta dove siamo arrivati.




















1 commento:

verosassi ha detto...

Ho rubato questo post e l'ho incollato citando il vostro blog, nel mio http://blog.libero.it/blumareblucielo ...spero di portarvi qualche visitatore con lo spirito libero ...
Un abbraccio ragazzi
Vero