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Seguiamo la meteo che da diversi giorni preannuncia l'apertura di una bella finestra verso la metà della settimana ed oggi ne dà un'ulteriore conferma. E' il momento di partire!
Marco ed Enrica navigano a vela ai Caraibi a bordo di Aquarius: ecoturismo, crociere a vela, osservazione dei delfini e delle balene, barriere coralline, isole, musiche e colori... PENSIERI D'ALTURA per condividere l'avventura!!
Seguiamo la meteo che da diversi giorni preannuncia l'apertura di una bella finestra verso la metà della settimana ed oggi ne dà un'ulteriore conferma. E' il momento di partire!
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 9:24 PM
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Curacao
Durante la settimana l’ancoraggio è piuttosto tranquillo e siccome non c’è molto da fare per godere del posto ci dedichiamo a qualche lavoretto.
L’idea è di mantenersi pronti a salpare alla prima finestra meteo favorevole e quindi le cose che iniziamo devono terminarsi in giornata. Sono oramai più due settimane che siamo in Spanish Water e di cose ne abbiamo fatte parecchie. La più gratificante è stata l’installazione di un nuovo televisore Sony con tanto di Hard Disk multimedia da un tera…Geniale!
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 8:15 PM
Oggi non ci sono scuse e partiamo baldanzosi per una mattinata da famigliola in vacanza su quella che dovrebbe essere una delle migliori spiagge dell’isola: Mambo Beach.
15 minuti di bus ed arriviamo in una zona con bei “luxury Residence” con in mezzo la famosa Mambo beach. 6 dollari per l’entrata, le sdraio si pagano a parte “ma serve la sdraio?” Ma no! Ci sarà un posto per stare sulla sabbia!
Entriamo in “Little Rimini” con file sterminate di lettini multicolori che arrivano fino al bagnasciuga.
“Sai, mi sa che il posto sulla sabbia non c’è”. “Ok, prendiamo due sdraio”.
Tutt’intorno ci sono mille sdraio, diverse palme con appesi cocchi assassini ed un paio di ombrelloni, due ambiti, irrinunciabili ombrelloni per proteggersi da un sole cocente che fin dalle 8.30 del mattino ti fa già capire l’andazzo.
Siamo tra i primi e quasi senza renderci conto della preziosità ci appropriamo di un ombrellone proprio vicino al bagnasciuga ed entriamo in acqua. Un’acqua non proprio come siamo abituati, ma comunque ci bagniamo anche noi.
Curacao è per noi poco più di una sosta tecnica prima dell’attraversamento della Colombia ma non possiamo fare a meno di pensare a chi sogna la vacanza tropicale, spiagge bianche e mare cristallino…e poi arriva qui :-((
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 10:06 PM
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Curacao
E’ mattina presto e già ci pregustiamo una giornata di relax e magari anche un bagnetto. Elena ci ha indicato una spiaggia a portata di gommone dove vanno i local a fare il bagno.
Una flotta di barchini a vela tira bordi tra le barche risalendo la baia di bolina. E’ il periodo delle regate e sono tutti piuttosto carichi.
La bella atmosfera di regata viene presto sopraffatta da una barca a motore che, passando in mezzo ai barchini, sfreccia a non meno di 30 nodi a pochi metri dalle barche all’ancora, raccogliendo qualche inevitabile dissenso. Mi viene quasi voglia di chiamare il guardacoste per segnalare l’episodio.
Non passa una mezz’ora che le barche a motore in, diciamo, eccesso di velocità si moltiplicano, si rincorrono, si inseguono, si sorpassano in un fragore di migliaia di cavalli imbizzarriti sollevando onde ripide e nervose.
Ma dove siamo finiti?
In questo paese dove le barche di passaggio sono obbligate a prostrarsi ai piedi di una legge tortuosa, i motoscafisti del posto possono in tutta tranquillità esprimere il loro tasso di testosterone lanciando al massimo i loro cavalli attraversando a tutta velocità quello che è praticamente l’unico ancoraggio autorizzato dell’isola.
Le barche all’ancora saltano e rollano in un mare agitato dal passaggio dei motoscafi costringendo tutti ad una giornata da relegati a bordo perché, in queste condizioni, attraversare la baia è un vero suicidio. In tutto questo, oggi che è domenica, non si è visto neanche un guardacoste.
Ma cosa aspettano? Che ci sia un incidente con qualche morto prima di intervenire?
L’evidenza salta all’occhio ineluttabile. In tutte le sue forme d’interazione con il mondo dei navigatori quest’isola non mostra il minimo rispetto né del tempo, né della tranquillità né tantomeno della sicurezza dei turisti marinai.
Per anche il più becero controllore del traffico marittimo è evidente il pericolo causato dai motoscafi ed in ogni paese, anche in via di sviluppo, la velocità in prossimità della costa è limitata.
Evidentemente i motoscafisti sono anche i notabili dell’isola, anzi, probabilmente anche il controllore del traffico sfreccia con il suo motoscafo e quindi, visto che a subire sono le barche di passaggio…beh non ci sono regole al riguardo.
Ma bravi!
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 7:02 PM
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Curacao
Facciamo il nostro pellegrinaggio in carovana con Nicolas e Pascale, mal comune… ed all’ufficio dell’immigrazione hanno dei problemi e ci dicono di tornare nel pomeriggio o all’indomani.
Dopo tutta l’inutile scarpinata sotto un sole cocente ce ne ritorniamo in città per fare un giro, mangiare un boccone e ritornare alla questua.
La città ha una zona pedonale fatta su misura per i turisti delle navi da crociera, facciate dai colori sgargianti, negozi di paccottiglie, orologi e vestiti, un sacco di bar e di ristoranti.
Uscendo un poco lungo il bordo della laguna interna troviamo la parte più intrigante: il mercato galleggiante venezuelano.
E’ fantastico! Sembra un mercato rionale di pesce, formaggio, frutta e verdura solo che al posto dei furgoni, dietro alle bancarelle … ci sono le barche!
I venditori fanno la spola con il Venezuela e portano prodotti freschi e bellissimi in quest’isola dove non si producono altro che cactus. Una vera risorsa!
Continuiamo il giro ed infine torniamo all’attacco dell’immigrazione dalla quale usciamo vincitori in meno di una mezz’ora. E’ fatta ma solo per due terzi in quanto, visto che l’immigrazione ha avuto un problema ma l’ufficio che rilascia il permesso di ancoraggio No, ci ritroviamo a non poter fare il terzo, indispensabile foglietto timbrato e dovremmo tornare qui lunedì e perdere un’altra mezza giornata per fare qualcosa che qualcuno, in qualche inutile ufficio ha deciso di rendere indispensabile per trovare giustificazione alla propria esistenza.
Evito commenti!
Purtroppo ci toccherà la stessa solfa il giorno prima della partenza ma per ora siamo ufficialmente sdoganati.
Posso dire che il primo impatto con Curacao non ci ha entusiasmato ma rimaniamo positivi nella speranza di trovare qualche punto d’interesse.
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 10:58 PM
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Curacao
L’ancoraggio è affollatissimo, ritroviamo il Mabel con Elena e la sua mandria di cane e gatti, una barca di amici brasiliani ed alcune barche gia incontrate in qualche ormeggio tra Bequia e le Grenadines. I nostri vicini urlano e sbraitano che siamo troppo vicini. Bandiera? Ah sono americani! I barcaroli a stelle e strisce hanno dei problemi congeniti in merito alla sicurezza, non dargli peso.
Elena ci dà le informazioni di rito: formalità, dogana, immigrazione, etc. Eh già, da casa è difficile crederci ma quelli come noi che viaggiano con la loro barca sono sottoposti ad una serie continua ed interminabile di formalità e controlli con un numero variabile di uffici come se stessimo entrando nel paese con un transatlantico carico di passeggeri o come se stessimo richiedendo il permesso di residenza e di lavoro a tempo indeterminato.
Qui si sono dati da fare alla grande per complicarci la vita! Come dicevo la baia frequentata dalle barche è Spanish Water mentre la città è Willemstad. Da una parte all’altra una mezz’ora di bus, poi 10 minuti a piedi per l’ufficio della dogana e poi attraversare il ponte che collega le due rive del canale ed un quarto d’ora a piedi per raggiungere l’immigrazione e poi ancora più in là per l’ufficio che rilascia il permesso di ancoraggio. Ovviamente il tutto non è solo in posti diversi ma ha anche orari diversi!!??!!
Si capisce al volo che all’UCAS lavorano forte!
Ps: per chi non lo sapesse UCAS = Ufficio Complicazioni Affari Semplici
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 10:52 PM
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Curacao
Partiamo da Bonarie per continuare la nostra rotta verso ovest, oggi solo una quarantina di miglia da percorrere fino all’isola di Curacao.
Navighiamo di conserva con Badinguet ad una manciata di miglia di distanza. E’ una giornata splendida di vento e sole ed Aquarius al gran lasco avanza gongolandosi sulle onde.
La rotta ci porta in direzione di Klein Curacao ( che ci hanno descritto come un’isoletta da sogno) dove atterriamo verso mezzogiorno con l’idea di mangiare un boccone e farci un bagno.
L’isola è piatta e brulla, l’ancoraggio è rolloso, l’acqua è torbida ed il capitano di un barcozzo portaturisti ormeggiato con ancora e cima a terra, al nostro arrivo suona tre colpi di tromba (segnale sonoro di macchine indietro) gesticolando come un ossesso.
Macchine indietro? Ma se è gia sulla spiaggia?
Vabbè un benvenuti poco caloroso da qualcuno che ha probabilmente poche idee ma ben confuse.
Scendiamo a terra tra capanne abbandonate e cespugli spinosi e ci dirigiamo sulla costa al vento verso il vecchio faro.
Intravediamo i relitti di un cargo e di una barca a vela, monito di quanto possa costare caro un’attimo di disattenzione. La barca è un Mikado di 17 metri costruita una ventina d’anni fa che, a parte la murata di sinistra sfondata, ha ben resistito agli attacchi delle onde.
Abbiamo visto barche più moderne incagliarsi e trascorrere una notte sbattendo sugli scogli. Al mattino ne rimanevano solo pochi brandelli sparsi qua e là. Da riflettere!
Le autorità di Curacao non gradiscono che le barche si fermino a Klein Curacao prima di aver fatto le formalità quindi limitiamo la sosta al minimo indispensabile e ripartiamo verso l’ancoraggio di Spanish Water.
Questa è una laguna diramata in mille bracci con uno stretto canale di ingresso ed una serie di zone di ancoraggio autorizzate.
Il posto è affollato e tutto sembra molto organizzato: ancoraggio A, ancoraggio B, ancoraggio C, insomma tutto è scritto, controllato. Il gommone del guardacoste gira spavaldo a tutta velocità con quell’aria che non capisci se sono li per proteggerti o per minacciarti…ma questa è storia comune in tanti altri posti.
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 9:44 PM
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Curacao
Insomma, direte, ma 'sti tre quanto ci mettono a sfornare un post che ci consenta di viaggiare un po’ con loro?
Risposta: é vero che facciamo una vita frenetica e che il piccolo marinaretto assorbe tutto il tempo di una persona…spesso della mamma…che è anche quella che da sempre si occupa dei siti e del blog.
Però!
Questa volta c’è di mezzo una congiuntura informatica a dir poco sfavorevole che peggiora la performance assorbendo la già esigua disponibilità di tempo.
Ecco i fatti: abbiamo preso in settembre 2008 un bellissimo computer Olidata, casa italiana a cui siamo fedeli da anni e che ci ha sempre dato prova di una solidità straordinaria. (Per inciso, proprio questo testo lo sto scrivendo sul mio primo Olidata che deve avere ormai oltre 6 anni!)
Qualche mese fa si presenta un problema alla web cam e la direzione di Olidata si offre di inviarci un nuovo computer in sostituzione. Il nostro amico Alberto si occupa di recuperare il nuovo notebook, di portarcelo in Martinica e di riportare quello danneggiato al suo ritorno.
Arriviamo ai primi di settembre, prossimi alla data della partenza, che il nuovo Olidata cracca spaventosamente spegnendosi e riaccendendosi da solo in un loop senza fine.
E’ terrore!
Non possiamo partire senza computer, la meteo, il satellitare, i mail, le carte nautiche…IL BLOG…tutto è oramai legato al computer.
Era un venerdì sera e l’unico rimedio antidepressioneinformatica era saltare in macchina l'indomani mattina presto e comprare un computer nuovo.
Così successe. Con un nodo in gola ci compriamo un Acer, bella macchina ma …con Windows VISTA!!!???!!!
Siamo riusciti a scamparla finora, ma adesso ci tocca soccombere.
Incrociamo le dita e ritorniamo a bordo con il cuore pieno di speranza.
Iniziamo le installazioni, nulla funziona, i programmi di navigazione fanno piantare il sistema e come chiediamo al computer più di tre cose lui si pianta come se stesse calcolando la traiettoria di Fly by di Exomars. Siamo increduli! La macchina ha caratteristiche da auto da corsa e invece zoppica ogni tre passi andando a passo d’uomo.
Se dovessimo chiedere al caro Bill un cent per ogni minuto passato a vedere quel cavolo di pallino azzurro che ti dice Shhht sto pensando! Beh, caro Bill saresti alla stazione a chiedere l’elemosina.
Intanto il risultato è che nelle circa due ore che abbiamo a disposizione io ed Enrica insieme mentre Pablo fa la pennica dopo pranzo, al posto di divertirci o di lavorare al blog, contiamo le evoluzioni dell’odiato pallino di Vista.
Francamente non sappiamo cosa sperare. Forse che si riesca a rifare il cambio con Olidata ritornando in possesso di un sistema che funzioni.
Nel frattempo sapete chi dovete ringraziare per il modo in cui il blog di Aquarius langue.
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 8:37 PM
Oggi ci siamo promessi una mattinata di spiaggia. Armati di pinne e maschera, paletta e secchiello, dolcini e succo di frutta partiamo in gommone verso l’isoletta di Klein Bonarie che dista poco meno di un miglio dall’ancoraggio.
Arriviamo e siamo soli. Sulla spiaggia solo le impronte dei Sand Piper in cerca di piccoli crostacei da mangiare. Una pace incredibile.
Passeggiando sul bagnasciuga vediamo quattro tartarughe che brucano tranquille su una prateria a pochi metri dalla spiaggia.
Emozionante!
Nicolas e Pascale ci raggiungono e ci godiamo questo momento di tranquillità tutti insieme.
Con un compagno di immersioni si può pensare allo snorkeling: io e Nicolas partiamo per un giro di fotografia subacquea lungo la parete che ci sembra più interessante.
I fondali sono bellissimi, i pesci sono tanti ed assolutamente fiduciosi, tanto da permettere foto a distanza davvero ravvicinata.
Effettivamente il fatto che nessuno li peschi da diversi anni dà i suoi risultati.
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 10:27 PM
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Bonaire,
Foto Sub
MARCO! MARCO! Strilla un altoparlante.
Usciamo e vediamo il Badinguet dei nostri amici Nicolas e Pascale che finalmente sono riusciti a raggiungerci e con i quali proseguiremo il viaggio fino a San Blas. “Bonsoir les amis, heureux de vous retrouver”.
E’ così che ci si lascia e ci si ritrova tra le barche in viaggio. A volte ci si perde di vista per anni ma poi, magicamente, si riconosce qualche dettaglio di una barca ed ecco che le rotte tornano ad incrociarsi.
Avevamo intenzione di affittare un fuoristrada per fare un giro di un paio di giorni sull’isola, ne parliamo a Nicolas che prende al volo l’occasione e programmiamo tutto per l’indomani mattina.
Affittiamo un Pick up Toyota e siamo proprio felici di cominciare questa avventura terrestre. La macchina non è male, ma già dai primi metri si sente che non ha nulla a che vedere con il nostro fedele Toy che riposa tranquillo nel fienile di Zio Beppe.
Il primo giorno lo dedichiamo alla costa sud ed una parte della costa est, mentre l'indomani faremo la costa ovest ed il parco di Washington Slagbaai.
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 7:05 PM
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Bonaire
L’isola ci appare secca e ventosa, piatta a sud ed appena collinare a nord, con costruzioni piuttosto curate sui toni dell’ocra.
Tutto è molto pulito ed organizzato, l’acqua è trasparente ed anche sotto il molo commerciale si vedono pesci pappagallo, pesci scatola e magnifici snapper.
Bonarie è un parco marino e lungo tutto il perimetro ci sono siti di diving segnalati da boe cilindriche gialle poste lungo la parete corallina.
Si lascia il gommone al dock del Kareel’s bar che sarà una tappa d’obbligo per l’happy hour delle 5 nei prossimi giorni.
La piccola comunità di naviganti si identifica al volo ed entro la sera siamo già invitati ad unirci ad un gruppo di canadesi. Sentiamo già un’aria diversa delle Grenadines, le barche che transitano per Bonarie sono in viaggio verso Panama, il Pacifico, la Nuova Zelanda ed alcuni per il giro del mondo ed i discorsi da bar spaziano sui cinque continenti.
Il primo impatto comunque ci lascia piuttosto delusi: l’acqua sembra bella ma in realtà c’è un sacco di sospensione di dubbia natura, non c’è una spiaggia praticabile vicino alla barca, la boa d’ormeggio obbligatoria costa 10 dollari al giorno e per andare a fare il bagno all’isoletta di Klein Bonarie si devono pagare altri 10 dollari.
Tutto è giustificato dalla presenza del Parco, ma poi scopriamo che non esiste neanche un sistema di raccolta differenziata e che lattine, vetro ed umido finiscono tutti nello stesso sacchetto.
Insomma! Sembra che qui tutto sia fatto per spremere i turisti piuttosto che per ottenere le risorse necessarie ad un vero programma di conservazione.

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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 6:55 PM
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Bonaire
Una cenetta, una buona bottiglia ed una notte tranquilla e ventilata con la barca ferma che sembra ormeggiata in porto sono l’ideale per riprendersi dal viaggio e l’indomani mattina siamo già pronti per ripartire.
Salpiamo, issiamo le vele e mi dico “cià che vediamo se pesco un pesciolino per il mio bambino”: calo la lenza mentre Aves di Sotavento si allontana rapidamente.
Non passano venti minuti che BZZZZZZZWWWWWWWWIIIIIIIIIIII la lenza parte come un razzo poi molla e riparte a mille.
Puggiamo per nascondere il genoa dietro la randa e rallentare un poco, non c’è tempo per ammainare. Lavorando con la frizione del mulinello cerco di ammorbidire i violenti strappi di quello che sembra un pesce piuttosto contrariato e di notevoli dimensioni.
Impossibile recuperarlo con il mulinello ed allora ben puntellato sulla plancetta di poppa con i guanti da lavoro comincio una lenta operazione di recupero.
Enrica riavvolge il mulinello e Pablo osserva verso poppa tutta l’operazione assicurato dalla cintura di sicurezza che indossa sempre durante le manovre.
Sfruttando le onde riesco a recuperare pochi metri alla volta ma per fortuna il pesce si stanca presto e comincia a venire a galla sempre più spesso.
Ci vorrà più di mezz’ora per recuperarlo. Mentre si avvicina cominciamo a distinguerne la forma: è lungo e grigio con la testa piuttosto appuntita e temiamo che sia un barracuda.
Mannaggia, tutta questa fatica per poi ributtarlo a mare. Anche se siamo molto a sud evitiamo di mangiare grossi barracuda per il rischio di ciguatera.
Tira e tira che si avvicina fin che distinguiamo delle righe verticali. E’ un Wahoo!
Alla faccia del pesciolino per il bambino! Peserà almeno una ventina di chili! Qui ci vorrà un mese per venirne a capo.
Ed ecco il risultato di questa mattinata! Poco più tardi il pesciotto sarà già sfilettato e questa sera, con calma, faremo le porzioni da mettere sottovuoto.
Ah, sapete cosa ha detto Pablo alla vista del Wahoo? Aaaammm!
Tutto chiaro? Così sono i bimbi di mare!
Due bordi al gran lasco e le 38 miglia che separano Aves da Bonarie passano in un lampo. Doppiamo l’estremità sud e ci mettiamo di bolina con vento teso e mare piatto per percorrere la decina di miglia che ci separano dall’ancoraggio di Kralendijk.
Un barchino di pescatori passa sottobordo “Hola bienvenidos a Bonarie!”

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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 10:44 PM
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Passiamo a nord di Los Roques che è gia notte e non vale la pena di fermarsi, ma nel frattempo ci è venuta voglia di siglare una tappa storica che segna due elementi importanti per noi: la prima crociera con Pablo da poche settimane dentro la sua mamma e la fine del mondo conosciuto per quanto riguarda le nostre navigazioni nel mar dei Caraibi: Las Aves!
Il timing è perfetto! A metà pomeriggio passiamo a nord del faro di Sotavento, chiamiamo il guardacoste per segnalarci e chiedere autorizzazione “No ai problema senor. Bienvenido a Las Aves!".
Poco dopo l’ancora scende verso il fondale sabbioso dell’isla Palmera in uno scenario magnifico di natura intatta. Ad un paio di miglia da noi vediamo un’altra barca a vela dopo tre giorni di mare senza aver incontrato nessuno. Siamo fieri di questa prima “lunga” in tre e sentiamo che condividere momenti così forti stringe tra noi un legame unico.
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 7:37 PM
Aquarius fila sicura verso sudovest, navigando confortevolmente al gran lasco. Non è la rotta diretta ma preferiamo guadagnare gradi verso sud per allontanarci dalla zona degli uragani.
Io, Marco, faccio una buona parte del turno di notte, così Enrica resta operativa durante il giorno per seguire la navigazione ed intrattenere il marinaretto. E’ un modo strano di navigare e ci si vede durante i pasti, alle manovre e poco più.
Pablo partecipa, aiuta a regolare le vele tirando sulle scotte, controlla la rotta al GPS, sorveglia le collisioni con i pesci volanti e quando è stanco si concede un bel bagno in piscina all’ombra della capottina al sicuro nel pozzetto.
E’ uno spettacolo! A volte nelle rollate più forti parte con tutta la piscina da una parte all’altra del pozzetto ma lui niente, neanche un plissè, come direbbe la Mussi.
Superata Blanquilla puggiamo in poppa e tangoniamo il genoa. Ovviamente le rande sono fissate dalle ritenute e riusciamo ad avere una tolleranza di circa 20° per lato, il che ci permette di orientarci con il mare in poppa piena per ridurre il rollio.
Il genoa si disputa spesso con la randa di maestra (a poppa) e decidiamo di ammainarla per evitare discussioni a bordo. Perdiamo quasi un nodo ma di colpo tutto torna dolce e silenzioso.
Siamo in luna nuova e due volte al giorno il mare si irripidisce per effetto della corrente dando luogo a splendidi giochi d’acqua. La mancanza della luna ci regala notti stellate come non ne vedevamo da tempo. La via lattea si srotola poco a sinistra della nostra rotta, Giove soprannominato stella Lulù (vedi “la Pimpa e la stella Lulù” noto testo di astrofisica per bambini) brilla sicuro nel cielo della sera, il Toro con Aldebaran ci fanno un saluto verso la metà della notte per lasciare il posto ad Orione che, in piedi già verso le 04.00 accompagna Aquarius fino al sorgere del sole.
E’ come una danza rituale che si ripete ogni notte, variando i rilevamenti di pochi gradi e ritardando di qualche minuto ogni giorno man mano che la barca segue la sua rotta verso ovest.
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 8:22 PM
Fine mattinata, cielo terso e 18 nodi di vento da Est. Issiamo le vele a ridosso del grande banco nella baia di Marin. Tutto si svolge come al solito, in silenzio.
Lo abbiamo fatto mille volte, qui in questo stesso posto, ma sappiamo che oggi é diverso. Ci mettiamo in assetto al gran lasco e cominciamo a scivolare a 7 nodi verso la nostra nuova vita.
Primo scalo probabile le isole di Los Roques a 350 miglia di distanza. Dopo 10 anni passati navigando dalla bolina al traverso dirigere la prua verso SW con vento portante ci sembra un sogno.
Pablo guarda affascinato verso l’orizzonte sobbalzando ad ogni salto dei pesci volanti, noi guardiamo affascinati questo piccolo marinaio.
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 10:25 PM
E’ giunto il giorno!
Partiremo domattina e come ultima cosa andiamo a salutare Eric JJ.
Insieme passiamo sempre dei bei momenti ma oggi in ufficio si respira un’aria strana: “Marco, hai avuto la notizia?”
“No che cosa é successo?”
“Scusa non ho potuto chiamarti prima, René ci ha lasciati questa mattina.
Silenzio
Per me ed Enrica é come un pugno secco nello stomaco.
Difficile crederci... impossibile parlarne...
Era malato da 11 mesi ed ha perso la battaglia. Una battaglia che abbiamo silenziosamente combattuto con lui con speranza e positività e che perdiamo con lui in quest’istante temuto.
Con René abbiamo condiviso l’ufficio di Martinica per cinque anni ed una parte dei successi di Delphinia Sea Conservation ai Caraibi la si deve al suo appoggio disinteressato ed onesto.
Domani sera daremo l’ultimo saluto all’amico che parte per il vero grande viaggio e secondo l’usanza di qui ci riuniremo tutti a casa sua per bere un ruhm, raccontarsi di episodi passati insieme, scherzare ed augurare Buon vento René!
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 9:22 PM
E’ oramai un mese che siamo rientrati in Martinica e le cose da fare sembrano non finire mai.
Non tanto per la barca, che era gia’ pronta da due anni per questa partenza, quanto per le mille faccende “terrestri” che si accumulano inesorabilmente e non conoscono un punto fine.
E’ forse proprio questo che rende tanto difficile partire per un lungo viaggio.
Navighiamo tra vaccinazioni, ottenimento del numero MMSI per il nuovo Epirb che avendo un GPS integrato non puo’ più essere parametrato con il solo nominativo internazionale ( grazie Enrico e Medi per l’aiuto), fino al sospirato rimborso dall’assicurazione di Corail Caraibes che dopo sei mesi di attesa, dopo la minaccia di una perizia contraddittoria, ci paga i danni (grazie Jacques).
Insomma, tutte cose che non avrebbero nulla a che vedere con la partenza, ma che devono essere affrontate e risolte una per una per essere davvero pronti.
Di fatto gia da una decina di giorni tutti ci dicono “ma non siete ancora partiti?”
Ci siamo quasi ma in realtà c’é sempre qualcosa che manca per togliere quel benedetto “quasi”.
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 8:18 PM
Lo sogniamo da tempo. Da ben prima che l’arrivo di Pablo modificasse i nostri piani quel giorno d’estate in rada a Los Roques.
Il mar dei Caraibi è un posto fantastico con mille volti, lingue diverse e diverse culture, ma in un angolino sperduto al largo delle coste di Panama vi è rimasto qualcosa di speciale.
Sfidando il tempo, le moderne speculazioni ed il progresso una spolverata di isole, 366 per la precisione, è riuscita a rimanere intatta attraversando i secoli sotto la guida di un popolo che voleva vivere della natura e che nella sua preservazione ha saputo mettere tutto l’impegno, salvaguardandone l’antica bellezza fino ad oggi.
Gli indiani Kuna vivono di pesca e della coltivazione delle noci da cocco che rappresentano una vera moneta di scambio.
Vivono a Kuna Yala (terra dei Kuna) in un territorio che comprende una fascia del litorale di Panama e l’arcipelago di San Blas. Una delle zone naturalisticamente più ricche e preservate del pianeta.
Se ne parla poco perché a Kuna Yala non ci sono villaggi turistici ne hotels, non ci sono strade ne barche da noleggio. Le sole strutture sono un paio di Guest House Kuna ed una manciata di barche da viaggio che, più o meno stanziali o di passaggio, offrono la possibilità di esplorare questo paradiso nel modo più adatto: con la barca a vela!
E così eccoci pronti a salpare con rotta verso ovest! Riprendere in mano il nostro sogno a tre è una conquista!
Immaginarci ad esplorare tutte queste isole, passeggiare sulle spiagge bianche, immergerci in mezzo ai coralli o addentrarci nella foresta in cerca di nuove specie da fotografare è una ventata di avventura che ci stimola profondamente.
A fine estate, dopo le crociere di agosto, lascieremo le Antille nella scia con tutte le persone, i progetti, i luoghi che hanno segnato questi ultimi dieci anni.
Molti amici già ci aspettano. Alcuni sono a San Blas da diversi anni e una frase risuona spesso sentendoli parlare di Kuna Yala: è il posto più bello del mondo!
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 5:59 PM
I dieci giorni di questa crociera in famiglia sono trascorsi rapidamente, e dopo un'ultima veloce navigazione, resa emozionante da un groppo con pioggia e vento forte, ormeggiamo Aquarius a Young Island.
Beatrice, durante i primi contatti, ci chiese se l’esperienza fosse adatta ad una famiglia con tre bambini e senza esperienza di barca.
Il risultato e l’armonia che si è creata a bordo parlano da sé. Decisamente SI!
Ma il tutto ha funzionato grazie all’equilibrio di un insieme di ingredienti. I ragazzi sono vivaci come è giusto che sia ed i genitori hanno seguito ed accompagnato i loro figli in ogni fase della scoperta di questo mondo strano che è la barca.
Li hanno seguiti, con un’attenzione, un rispetto ed una capacità di spiegare ed argomentare ogni situazione che ci ha meravigliato.
Abbiamo sempre sostenuto che in barca più che mai ognuno è artefice della propria vacanza e questa Ecocrociera ne è la conferma.
Grazie Bea e Herman e grazie ragazzi!
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 5:16 PM
Una cosa che raramente riusciamo a fare d’inverno è dar fondo a Salt Whistle Bay sull’isola di Mayero. La baia è piccola e sempre affollata per cui Aquarius non trova quasi mai l’occasione si passarci la notte.
Oggi ci sono poche barche e riusciamo ad infilarci e saltare a terra per andare a vedere il tramonto dalla chiesa di Father Mark, un amico di vecchia data.
Ecco alcuni scatti di questo bel momento terrestre.
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Pubblicato da Aquarius - Mar de Caraibi a 5:09 PM