martedì, dicembre 01, 2009

San Blas!

Verso le quattro del mattino il vento é diminuito ed é girato in poppa. Orziamo diverse volte per mantenere andatura e velocità, ma prima che sorga il sole dobbiamo chiudere il genoa e mettere motore. Speravamo davvero di galoppare a vela fino all’arrivo.


Siamo 30 miglia da Cayo Holandes quando un incontro formidabile ci conferma una teoria che avevamo da tempo. Una pinna nera supera Aquarius e senza sforzo si mette sotto la prua. Qualche evoluzione e poi…un salto! Completamente fuori dall’acqua a pochi metri da noi.

Neanche il tempo di prendere la macchina fotografica che un secondo siluro nero lungo almeno 5 metri si mette al nostro fianco. La sagoma è affusolata e potente. Sono due Pseudorche, madre e figlio, e ci hanno appena dato, in questa regione così poco conosciuta dal punto di vista cetaceo, un benvenuto dei più desiderati e calorosi.

A meno di 10 miglia ad Holandes avvistiamo un gruppo di stenelle maculate che rapidamente ci circonda. Saltano e si contendono il baffo di prua come tutti gli individui della loro specie. Una mamma con il suo cucciolo nuotano in perfetta sincronia appena a dritta della barca. Il piccolo ha appena pochi mesi ed è una meraviglia vedere come sta incollato alla madre mentre fanno rapide evoluzioni a prua di Aquarius.

Cominciamo ad intravedere le prime isole, o meglio le palme da cocco che le ricoprono. Ne vediamo molte verso sinistra ma nulla in direzione della nostra meta.

Ce ne stiamo belli spaparanzati a poppa all’ombra delle vele ed ogni tanto allunghiamo il naso cercando le “nostre” isole.

Siamo col fiato corto perché il sole sta calando e noi, all’arrivo, dovremo attraversare una serie di reef che ostruiscono l’ingresso. Il cielo è appena nuvoloso e basta davvero poco per ritrovarci obbligati a dar fondo fuori dalla baia fino a domattina.

Eccole! Finalmente ci siamo! Vediamo la meta di questo lungo viaggio prendere rapidamente forma sull’orizzonte. Isole, palme, reef frangenti. Una barca incagliata spunta in mezzo alle onde sulla barriera e ci vengono i brividi al pensare di come un bel sogno possa infrangersi così, in un lampo, per un semplice ritardo sulla tabella di marcia.

Dai, abbiamo ancora una buona luce!

Doppiamo Tiadup, all’estremita sud est del gruppo che forma i Cayos Holandes orientali, passiamo la prima secca e…siamo in paradiso!

Il mare turchese cangiante è cristallino e le passe si vedono chiaramente. Tutt’intorno piccole isole di sabbia bianca coperte di palme, sí ma non come uno s’immagina! Sono davvero piene di palme da cocco da non saper più dove metterne.

Proseguiamo l’entrata, passiamo un reef che sporge da Piriadup, poi accostiamo verso Banedup lasciando le due secche sulla sinistra.

Qualche barca ormeggiata. La gente ci saluta. Arriviamo in uno specchio d’acqua con tre metri di profondità e diamo fondo all’ancora. Tutt’intorno i colori del reef ed il silenzio rotto solo dalle onde che si infrangono sulla barriera.

Siamo li, tutti e tre a guardarci intorno senza parole.

E’ come se tutti i posti più belli che abbiamo visto durante i nostri viaggi si fossero riuniti qui.

Ripensiamo alla prima volta in cui ci siamo detti: “e se andassimo a San Blas?”

Ed ora eccoci qua amici! Ce l’abbiamo fatta!

Siamo arrivati in fondo a questo viaggio a lungo desiderato, pronti ad iniziare una nuova avventura alla scoperta di queste isole meravigliose.





















1 commento:

verosassi ha detto...

Aspettavo racconti come questo ... perchè sinceramente i luoghi visitati finora mi avevano un po' preoccupata ... temevo non avreste più rivisto l'acqua trasparente! hi hi