Acquazzone tropicale
Non è un caso che queste isole siano così verdi e ricche di frutta colorata....
Marco ed Enrica navigano a vela ai Caraibi a bordo di Aquarius: ecoturismo, crociere a vela, osservazione dei delfini e delle balene, barriere coralline, isole, musiche e colori... PENSIERI D'ALTURA per condividere l'avventura!!
Eccoci pronti a partire! I nostri nuovi amici saranno dei lupi di mare? …o dei lupacchiotti!
Mary sente dondolare tutto anche all’ancoraggio. Mal di mare?
Salpiamo in assetto “vacanza”, yankee e trinchetta per attraversare il canale verso Bequia.
Il vento è teso ed il mare piuttosto mosso. Navighiamo bene e i volti sono sereni.
Bene! E’ un buon inizio.
Trascorriamo la giornata a Bequia tra bagni, relax ed un giro dell’isola in taxi pick-up panoramico.
Siamo andati al mercato della frutta ed al supermercato per avere tutto il fresco e le bibite.
Rientriamo con il taxi di Charlie e Sparrow ci accompagna fino a bordo.
Anche questa volta è fatta!
La spesa prima di una crociera è una delle parti faticose della preparazione ed ora, come se non bastasse, bisogna anche stivarla.
Ed ogni volta diciamo “ non ci starà mai!” ed invece tutto trova la sua collocazione, logica, millimetrica, ma soprattutto costante. In modo da essere disponibile rapidamente ed a colpo sicuro!
Enrica è strepitosa in questo e si ricorda alla perfezione il posto di ogni cosa presente a bordo.
Abbiamo qualche giorno di break e finalmente possiamo accettare l’invito di Paolina, la madre di Carlos, che desidera tanto rivederci e conoscere Pablo.
Tra l’altro ci rendiamo conto di non aver mai percorso la strada che va da Nord a sud di St. Vincent. L’occasione è da non perdere!
Partiamo dunque su un primo “bus” (van da 9 posti che qui diventa da 16!!) per raggiungere la capitale Kingstown. Il tragitto è breve, circa 15 minuti che conosciamo bene visto che lo percorriamo ad ogni crociera per andare a far spesa.
In città cambiamo di terminal per salire su un secondo bus che ci porterà verso nord. Il viaggio può durare da 30 minuti ad 1 ora! Dipende dall’autista.
Se dura 30 minuti scendete verdi e con i capelli dritti in testa dalla paura mentre se dura 1 ora scendete totalmente storditi dalla musica e tachicardici dai bassi sprigionati dai subwoofer sotto i sedili posteriori.
“ Faites votre choix !”
Arriviamo finalmente a Coulls Hill dopo 40 minuti. Abbiamo i capelli dritti e la tachicardia…ma manteniamo il nostro colorito caraibico!
Il villaggio è in cima alla collina che domina la baia di Cumberland e la vista è spettacolare. Entriamo in casa e vi offriamo una pittoresca quanto rara immagine del salotto.
Il pomeriggio trascorre tranquillo in famiglia e nel frattempo approfittiamo per fare un salto al dispensario per pesare e misurare Pablo che inevitabilmente conquista le infermiere che non vogliono più lasciarci partire.
Per il ritorno troviamo un bus di quelli grandi e Carlos ci assicura che faremo un viaggio tranquillo.
L’autista corre comunque come un pazzo considerando il mezzo che ha per le mani ed a bordo c’è una mezza scolaresca di ragazzine che si azzuffano con un ragazzotto con il risultato di strillare come ossessi per oltre la metà del viaggio.
Comunque è stata una giornata …avventurosa!
Sono trascorsi due giorni, abbiamo nuotato con razze, tartarughe e mille pesci tropicali, abbiamo visto iguana, aquile di mare e tramonti strepitosi, ma oggi è ora di riprendere il mare.
Salpiamo l’ancora e in un attimo issiamo tutto: maestra ridotta, randa di trinchetto, trinchetta e yankee e filiamo ad oltre 9 nodi nell’acqua calma a ridosso della barriera.
“Ok, sedetevi comodi a poppa che stiamo per uscire in mare aperto”.
Chi non ha l’abitudine non capisce, ma dopo qualche minuto ecco le prime onde.
Siamo ancora sui bassifondi ma stiamo uscendo dalla protezione della barriera.
In un attimo siamo nel blu ed Aquarius comincia la sua corsa di bolina nell’aliseo.
Siamo in rotta verso Cumberland a nord di St. Vincent, dove dovremmo arrivare verso la fine del pomeriggio, ma la navigazione è talmente veloce che alle tre siamo già all’ormeggio con gli amici della baia tutt’intorno a salutarci. Welcome back!
Prima di sera ci spostiamo verso un’ancoraggio più sicuro ed entriamo all’interno della barriera dei Tobago Cays.
Non siamo soli ma il posto è mozzafiato e capisci subito che potresti trascorrere qui i prossimi due o tre mesi senza annoiarti.
Purtroppo non abbiamo mesi a disposizione ma solo alcuni giorni ed allora il “future captain” prende il gommone di bordo e con una parte dell’equipaggio parte per un giro di controllo.
Per la sera un menù d’eccezione: aragoste alla brace e verdure alla creola.
Bon appetit !
Si chiama così perché è una “passe” tortuosa dentro la barriera di PSV che però consente di guadagnare gradi al vento per fare rotta nord.
E’ bellissima da attraversare perché si passa a pochi metri dalle teste di corallo ed il colore dell’acqua è turchese chiaro. Altamente sconsigliata senza esperienza di navigazione tra i coralli!!
La attraversiamo a motore e diamo vela appena fuori con rotta verso Union.
Passiamo le secche di Palm ed il bassofondo “ Gran de Coi”
Arriviamo a vela all’ingresso di Clifton.
La navigazione comincia subito bella muscolosa. Salpiamo con le rande ridotte e lo yankee.
Al traverso facciamo 8 nodi in rotta verso Bequia.
A proposito! Questa è la prima stagione che facciamo alle Grenadines con il nuovo secondo avvolgifiocco su cui è montato lo yankee…Fantastico!!!!
L’Aliseo in questa stagione soffia intorno ai 20 nodi e con questa vela siamo equilibrati alla perfezione.
E se il vento cala basta “rullare” lo yankee e spiegare il genoa con l’avvolgifiocco N° 1.
Sognavamo questa configurazione da anni e ne siamo decisamente soddisfatti.
Tre giorni sono proprio il minimo per riprendersi da una crociera con ospiti così influenti da influenzare anche l'equipaggio...

La Martinica si profila all'orizzonte, ed è la fine di un lungo viaggio. Iniziamo a distinguerne il profilo, l'isolotto du Diamant, Sainte Luce, ed infine Saint Anne e la baia di Marin.
Siamo emozionati! 18 mesi fa siamo partiti da questo stesso porto senza neanche immaginare l'importanza che quel viaggio avrebbe preso nella nostra vita.
Chiamiamo la Capitaneria e ci dicono che il porto è strapieno e che dovremo aspettare un paio di giorni prima di trovare posto.
Per fortuna Eric ci mette una parola ed un posto provvisorio appare nel giro di una ventina di minuti. Grazie Eric!
Ieri siamo atterrati a Chattam Bay, a Union, e questa mattina siamo partiti presto. Ancora una giornata di navigazione di bolina, ed eccoci al tramonto in vista di Cumberland... Tornare a Saint Vincent dopo tutto questo tempo, tutta questa vita, è un'emozione difficile da descrivere.
Joseph ci accoglie all'ingresso della baia, welcome back!!
I ragazzi sono subito tutti a bordo, e vogliono sapere ogni cosa. La Patagonia gli sembra una terra lontana, raccontiamo di laghi e montagne, e di distanze così grandi che fanno sgranare gli occhi ai nostri amici nati e cresciuti in quest'isola di pochi chilometri quadrati.
E' oramai buio quando qualcuno sale a bordo e ci chiama... può essere solo lui... il mitico Carlos! Era fuori paese, ma qualcuno lo ha subito avvisato del nostro arrivo e lui è arrivato immediatamente.
Fra amici, un anno e mezzo di vita si racconta in pochi sguardi. Pablo è a suo agio in braccio a Carlos, il quale, del resto, ha l'abitudine ai bambini :-))!! Ha 4 figli!
Aquarius profuma di frutti della passione e goyave, gli aironi tornano alla loro mangrovia per riposarsi, cenetta da Benny, barbecued chicken & Hairoun... It's good to be back!
La notte in navigazione è stata come previsto...vento sul naso, mare grosso e tante tante onde da superare. Non proprio una passeggiata ma comunque siamo stati bene ed all'alba siamo già in vista di Grenada. Ci portiamo ben sottovento all'isola, per proteggerci dal mare contrario e per guadagnare un buon angolo rispetto al vento. Mancano ancora circa 200 miglia alla Martinica, ma ci sentiamo già arrivati, la parte del viaggio più difficile è rimasta dietro, nella scia di Aquarius.
Il sole non è ancora sorto, ed a bordo c'è chi si sveglia con un sorriso e chi vorrebbe andare finalmente a dormire.... Indovinate chi?
Abbiamo trascorso due belle giornate a Testigos, cielo terso e venticello... La voglia di salpare verso Nord-Est, in bocca all'Aliseo, non è mai troppa... e così ci fidiamo delle previsioni meteo che assicurano unanimi un ulteriore miglioramento del tempo... errore!
La mattina della partenza un'ulteriore verifica meteo ribalta le previsioni precedenti: tempo brutto, ma soprattutto peggioramento in vista!
Non possiamo rischiare di rimanere bloccati a Testigos in attesa, e così verso mezzogiorno decidiamo di salpare alla volta delle Grenadines. Ci accoglie un mare plumbeo ed un cielo carico, certo non l'ideale per una navigazione come quella che ci aspetta.
Per fortuna il vento è da est-sud-est, ed il mare non è troppo mosso. Una situazione sin troppo favorevole che speriamo possa accompagnarci il più a lungo possibile.
Abbiamo dedicato 15 giorni a preparare Aquarius, e finalmente salpiamo da Puerto La Cruz con le prime luci dell'alba. Ci aspettano 350 miglia di navigazione contro mare, vento e corrente per arrivare in Martinica.
A quest'ora non c'è molto vento, e ci infiliamo fra le isole di Chimana Grande e Chimana Chica per guadagnare acqua. Conoscendo la zona ci prepariamo già con le rande ridotte, e a ragione! Poche ore dopo un fastidioso vento di prua ci obbliga a fare il giro intorno all'isola di Cubagua, sperando di trovare un mare più maneggevole sottovento a Margarita. Arriviamo a Porlamar al tramonto, un bel battesimo caraibico per Pablito!
Navighiamo di conserva con Timo e Miriam a bordo del loro Kea: oltre al piacere della compagnia via radio ed agli scali, abbiamo l'opportunità di pubblicare qualche foto di Aquarius in navigazione... vista dal mare!